Risposta: Si, direi che è una cosa giusta da fare; ne ho già parlato con i tecnici comunali chiedendo loro di occuparsene e di prevedere la sostituzione nella giusta stagione che, mi dicono, essere lautunno. Grazie del messaggio.
Risposta: Come ho già risposto risposto al sig. Mario (n.077) è vero che manca una adeguata segnaletica e ho già chiesto ai tecnici del comune di provvedere in merito. Grazie a lei.
Risposta: Cara Chiara, ho fatto un giro in bici per Scodovacca qualche domenica fa ma era domenica e il traffico non era sostenuto e tuttavia conosco i problemi di cui peraltro abbiamo parlato anche durante le assemblee pubbliche organizzate nella frazione. La realizzazione di una vera e propria pista ciclabile parallela alla strada provinciale non è possibile in quanto lo spazio usufruibile è troppo limitato e, in alcuni punti, le case sono a ridosso della strada o comunque ad una distanza inferiore di quella minima prevista per una pista; ci siamo comunque impegnati a realizzare un marciapiede il più largo possibile su tutta la lunghezza dellabitato e i nostri uffici stanno lavorando per questo; il progetto dovrà inoltre studiare degli interventi per rallentare la velocità che dovranno però essere conformi al codice della strada ed essere approvati anche dalla provincia che è proprietaria della strada. Mi auguro che a breve potremo presentare questo progetto ai cittadini residenti a Scodovacca. I posteggi che abbiamo realizzato di fronte alla palestra ci sono stati richiesti proprio dai residenti che lamentavano la difficoltà di accedere alla palestra soprattutto per le persone anziane ad esempio il giorno delle votazioni ma non solo. Grazie del messaggio.
Risposta: Gentile signora Dolores Residence, è vero che sul tema impianto di betonaggio in via Monfalcone alcuni di voi si lamentano da alcuni anni e che ci siamo già scritti lettere oltre che numerosi messaggi su questa rubrica. Se dovessi sintetizzare direi che le cose sono andate più o meno così: voi (o lei) avete protestato a gran voce chiedendo soluzioni drastiche e immediate; io ho risposto che da anni mi stavo occupando della cosa cercando seriamente di favorire una nuova localizzazione dellattività ma che il tutto non poteva essere preteso (perché lazienda opera in quel luogo da circa 30 anni e dunque ha acquisito anche un suo diritto) ma bensì bisognava ricercare una soluzione possibilmente condivisa. E allora le ricordo che sono successi due fatti che, a mio parere, non hanno aiutato a trovare una soluzione ma che lhanno invece ostacolata. Il primo è che qualcuno ha fatto un esposto ed ha fatto intervenire lARPA, evidentemente con lintendimento di rinvenire delle irregolarità e portare alla chisura dellimpianto; peccato invece che LARPA non abbia riscontrato irregolarità e si sia limitata a fornire alcune prescrizioni che abbiamo prontamente inoltrato alla ditta; in questo modo ci si è semplicemente dati la zappa sui piedi perché di fatto lARPA ha certificato che lattività è in regola con massima soddifazione della ditta che li opera. Primo bel risultato. Il secondo fatto è questo: avevamo individuato la possibilità di spostare lattività nellarea artigianale del PRPC la rotonda nellultimo lotto vicino alla ferrovia e dunque ben distante da tutte le case. Per far questo dovevamo fare una variante al Piano Regolatore ma quando labbiamo presentata qualcuno (gli stessi di prima) ha accusato il sindaco di essere in conflitto di interessi dichiarando che ci sono testimoni che possono dimostrarlo. La variante è stata approvata ma non le nascondo che la cosa mi abbia molto amareggiato e non potendo difendermi visto che venivano citati dei fantomatici testimoni ma senza nominarli (e quindi senza darmi la possibilità di ascoltarli ed eventualmente controbattere) ho dovuto, per difendere la mia onorabilità, autodenunciarmi alla Procura della Repubblica affinchè indaghi e stabilisca se io abbia in qualche modo mancato ai miei doveri di sindaco (cosa che so di non aver mai fatto). Secondo bel risultato: limpianto non si sposta più nellarea artigianale. Non posso certo dire che sia da addebitarsi al polverone scatenato da questa sceneggiata ma una cosa è certa: non è con le calunnie che si risolvono i problemi. A questo punto non vedo per questo caso oramai ben chiaro e noto lutilità di un incontro; le confermo invece che continuerò a parlare con la proprietà dellimpianto di betonaggio, richiamandola ad operare con la massima cautela per evitare il disturbo dei vicini ma soprattutto invitandola caldamente ed aiutandola anche, laddove utile o necessario, a trovare una localizzazione più idonea per la sua attività perché concordo anchio che quella di via Monfalcone non vada bene. Aggiungo che una serie di problemi che la società aveva avuto sono stati da pochissimo risolti e dunque questo potrebbe (uso il condizionale) aiutarci. Pe rconcludere mi permetta, signora Dolores, di invitarla, per il futuro, a scegliere meglio i suoi consiglieri ed evitare iniziative controproducenti come quelle (sciagurate) messe in atto fino ad oggi.
Risposta: Il problema della limitata capienza dei cassonetti della carta mi è stata segnalata in diverse occasioni ed io ho più volte risposto invitando i cittadini ad utilizzare prioritariamente la raccolta porta a porta del giovedì e solo quando necessario conferire nel cassonetto. Evidentemente la mia esortazione non ha sortito leffetto sperato e dunque troviamo ancora molto spesso cassonetti stracolmi. Ho nuovamente sentito a proposito il CSR che mi ha garantito che nei prossimi mesi ci sarà una sostituzione generale dei cassonetti della carta con un modello più capiente al fine di risolvere il problema. Da parte mia continuo comunque ad invitare i cittadini a conferire la carta prioritariamente tramite il porta a porta del giovedì anche perché altrimenti i cassonetti non saranno mai abbastanza grandi.
Risposta: Bene, concordiamo una data che vada bene a tutti, magari per telefono (0431/388411) e non attraverso questa rubrica e parliamone. Grazie del messaggio.
Risposta: Si, ricordo le mail che ci siamo scambiati; in effetti lei ha ragione e lì manca un attraversamento. Ne ho aprlato con i miei uffici i quali vedranno quale soluzione adottare che sia corretta anche rispetto al condice della strada. Grazie del messaggio.
Risposta: Caro Luciano, prendo nota; un giorno passo, beviamo un bicchiere e ne parliamo a voce. Grazie del messaggio.
Risposta: Gentile Dott. Zancan, inizio con una precisazione: non è mai stata rilasciata al bar Eremo alcuna autorizzazione a fare musica (o altro spettacolo) in passato né è stata richiesta alcuna autorizzazione per il futuro e cioè per questanno. E daltronde, egregio dottore, lei me lo aveva chiesto già lanno scorso (messaggio n. 224 del 28 agosto 2009) ed io, in questi termini, le avevo già risposto. Potrei finirla qui potendola rassicurare che se voi NON VOLETE, noi NON DAREMO alcuna autorizzazione. Abbiamo mostrato i muscoli tutte due (con un bel maiuscolo) ma lei si rende ben conto che non abbiamo risolto un bel niente. La proposta di una riunione lho avanzata io (il giorno in cui abbiamo scoperto la lapide a DAnnunzio) chiedendo al proprietario del bar di non aspettare e di affrontare per tempo il problema ad evitare il ripetersi questa estate di ciò che era avvenuto lanno passato con le vostre legittime proteste conseguenti al rumore ma soprattutto ad un affollamento esagerato del locale e dellarea circostante (perché è questo il vero problema). Penso che sarebbe bene oltre che utile perseguire un obiettivo semplicemente ragionevole e cioè: permettere da un lato al bar di fare il suo lavoro e però tutelando il diritto dei cittadini a poter riposare evitando loro un disturbo non sopportabile. Queste cose, seppur difficili, si possono raggiungere solo con il dialogo e per questo mi sono permesso di proporre un incontro. E se ho fatto male, senza indugio alcuno, ritiro la proposta.
Risposta: Caro Vincenzo, tutti i giochi che sono stati installati sono perfettamente a norma e possono tranquillamente essere utilizzati; riguardo al taglio dellerba invece devo precisare che in base alle norme del capitolato è un onere che spetta alla cooperativa che ha il compito della intera gestione della struttura e non invece del comune (che però ha il compito di controllare); le notizie in mio possesso sono queste: trattandosi del primo taglio in assoluto la cooperativa si è trovata in difficoltà da un punto di vista organizzativo ed è in ritardo, sono cose che possono succedere, ma sono certo che sapranno recuperare prestissimo.
Risposta: I bonus bebé sono in pagamento proprio in questi giorni e dunque a brevissimo anche lei riceverà la comunicazione.
Risposta: Non ho risposto prima perché avevo necessità di capire e, francamente, non comprendo il motivo per cui lei ha voluto entrare in polemica con la sig.ra Emanuela che ha solamente segnalato una difficoltà che notoriamente esiste in via Dogana Vecchia. Riguardo al parcheggio davanti al bar nave dobbiamo dire le cose come stanno: non è vero che i parcheggi debbano stare a 8 metri dallintersezione e la posizione attuale mi sembra accettabile e dunque va semplicemente rispettata così come non è opportuno il parcheggio davanti al suo esercizio per evidenti motivi di spazio e di visibilità. Ricordo a tutti che in una posizione molto ravvicinata esistono ampie zone di parcheggio (sottoviadotti ferroviari e parcheggio di via Demanio) ed è bene che tutti noi impariamo a parcheggiare correttamente e a fare alcuni minuti a piedi che, ricordiamolo, non può che farci del bene.
Risposta: Vedi risposta seguente
Risposta: Grazie a lei per il messaggio.
Risposta: La via Carducci non è allacciata in quanto non è ancora stata posata la linea della fognatura nera. Come noto la legge Galli prevedeva che tutti dovessero pagare sia la quota di fognatura che quella di depurazione anche se non allacciati; dopo la sentenza della Corte Costituzionale invece chi non è allacciato al depuratore deve pagare solo la quota di tariffa relativa alla fognatura e non quella relativa alla depurazione e le bollette emesse dal Consorzio successivamente alla sentenza già tengono in conto di questa differenza. Detto questo va precisato che eventuali bollette pregresse vanno comunque pagate e potranno essere eventualmente rimborsate solo quando le autorità competenti in materia ne stabiliranno le modalità. Maggiori chiarimenti li potrà richiedere al Consorzio al n, 0431/621091.
Risposta: Ritorniamoci pure sullargomento, caro Vincenzo,e vediamo di fare chiarezza. Superare la frammentazione delle gestioni significa semplificare lorganizzazione e la pluralità di strutture che oggi esistono nella nostra Provincia per dare il medesimo servizio. Per capirci: in Provincia di Udine operano ben 5 diverse società, tutte pubbliche, che fanno la stessa cosa; significa 5 diversi presidenti, 5 diversi consigli di amministrazione, 5 collegi sindacali e potremmo andare avanti. La fusione tra il CDL (Consorzio Depurazione Laguna o tubone) e il CAFC ha già di per sé il merito di dimezzare questi organi (presidenti, consigli di amministrazione e collegio sindacale) e dunque dimezzare le conseguenti spese. Detto questo (che è un fatto, vero ed incontrovertibile) come lei ben sa io sono partito da altre (3, per lesattezza) considerazioni che ritenevo rilevanti per sostenere la bontà di quel progetto di fusione, come avrà letto nel mio comunicato stampa, e cioè: il necessario rafforzamento della struttura societaria; lottenimento di economie di scala; la possibilità di vincere la futura sfida per evitare la privatizzazione del servizio. Ed è questo (il terzo) il punto a mio parere più importante da tenere in considerazione e trovo francamente paradossale che alcuni comuni oltre che certi comitati non vogliano prenderne atto e si intestardiscano a contrastare un obiettivo (la fusione) che ha, come obiettivo principale, il mantenimento del CONTROLLO PUBBLICO DEL SERVIZIO. Mi spiego meglio: la legge (Decreto del Ministro Ronchi) prevede che il Servizio Idrico Integrato non possa più essere gestito dalle società pubbliche con affidamento diretto ma debba essere messo a gara; ne consegue che se nella nostra Provincia (che è stata anche definita quale ambito territoriale ottimale) non ci sarà almeno un soggetto pubblico abbastanza forte ed attrezzato per partecipare a questa gara la vittoria sarà preda sicura dei privati. Non mi pare che sia il risultato che i cittadini auspicano, almeno in questi servizi che sono fondamentali per la vita di tutti i giorni, come lacqua e i rifiuti Ecco: noi stiamo operando per costruire un soggetto pubblico abbastanza forte da scongiurare questa eventualità e cioè la privatizzazione del servizio. E quando dico abbastanza forte non intendo un carrozzone grandissimo ed incontrollabile ma una società che opera allinterno di un perimetro tutto sommato piccolo come è la provincia di Udine. Riguardo alla sede del CAFC ho già spiegato nel comunicato che questo investimento è già stato fatto in conseguenza di una decisione presa tempo fa da circa 80 comuni della bassa e del medio Friuli, e cioè gli attuali soci del CAFC. Tutti questi comuni, che non sono retti da amministratori incapaci, hanno ritenuto utile per la loro società razionalizzare la logistica concentrando le sedi operative ed amministrative in un unico luogo ed io non trovo scandalosa questa operazione. Proseguendo: la invito a non dire che il servizio rifiuti non funziona perché non è vero. Il nostro CSR funziona molto bene anche se soffre, come tutte le società del settore, della mancanza di impianti per lo smaltimento (discariche) e della necessità di conferire fuori Regione a prezzi elevati. Per questo ma non solo, anche quella azienda ha intavolato una trattativa per fondersi con la NET (società omologa di proprietà del comune di Udine) anche qui con lo scopo di affrontare meglio le sfide del futuro che sono in parte le stesse di quelle del tubone (evitare la privatizzazione) ma anche quelle connesse ai necessari investimenti da fare nel breve termine per ammodernare limpiantistica necessaria a servire i nuovi modelli di raccolta differenziata che stiamo gradualmente attivando sul territorio. Per concludere: vorrei dire ai miei cittadini di fare molta attenzione sulle polemiche che strumentalmente vengono attivate su questo tema e di informarsi bene a proposito. Al fine di evitare confusione riprendo alcune affermazioni che sono state pubblicate dalla stampa e che sono prive di ogni fondamento: è falso che la fusione tra il CDL e il CAFC abbia come conseguenza lacquedottizzazione della nostra cittadina; è falso che saremo costretti a mettere i contatori sui pozzi delle case singole (i contatori sono previsti solo nelle lottizzazioni con gli acquedotti di quartiere e ricordo che nelle lottizzazioni esistenti a Cervignano e di recente costruzione i contatori ci sono già e nessuno se ne è mai lamentato); è falso che ci sia qualsiasi interesse di poltrona in questa vicenda e che io sia guidato da promesse di questo genere. Chi usa la calunnia, le bugie e la falsità lo fa semplicemente perché non ha argomenti validi da contrapporre e per questo non va ascoltato. Sempre disposizione per ulteriori chiarimenti.
Risposta: E la società comunale Ausa Multiservizi e la può contattare al n. 0431/371431.
Risposta: Signor Stefano, ho segnalato la cosa agli elettricisti del comune i quali interverranno senzaltro anche se non so, al momento, quale sia la causa del problema e quale sia il rimedio. Grazie del messaggio.
Risposta: Caro Vincenzo, largomento è senza dubbio di attualità e di interesse e la ringrazio per la domanda che mi permette di chiarire alcuni aspetti; il comune di Cervignano detiene effettivamente circa il 32% delle quote del Consorzio Depurazione Laguna (tubone) che è lente che ha il compito, nella bassa friulana, di gestire il cosiddetto Servizio Idrico Integrato e cioè: gli impianti di distribuzione dellacqua (ove presenti, da noi generalmente solo sotto la forma di acquedotti di quartiere) e la realizzazione e manutenzione delle fognature e della depurazione delle acque. Le famose bollette che noi abbiamo sempre e certamente invitato a pagare altro non erano che le tariffe previste dalle leggi dello Stato per i servizi resi (acquedotto o fognatura o tutti e due). E incredibile che, dopo tanti anni, io debba ripetere ancora questa cosa. Riguardo invece alla proposta di fusione della nostra società (il tubone) con unaltra società (il CAFC Consorzio Acquedotto Friuli Centrale) che è una società a capitale interamente pubblico e che fornisce servizi analoghi a quelli del tubone e cioè il servizio idrico integrato in oltre 80 comuni della bassa e del medio Friuli, mi corre lobbligo di chiarire due aspetti preliminari: questa manovra non viene certamente fatta per bonificare i debiti del tubone ma per i motivi che spiego nel comunicato stampa che segue; la voce secondo la quale io sosterrei questa operazione per diventare successivamente presidente della società è semplicemente una calunnia avanzata da chi non aveva argomenti validi o migliori per contrastare quelli da me espressi. Aggiungo solo che è molto strano che quegli stessi comitati che per anni hanno combattuto il tubone additandolo come un ente inutile oggi ne difendano la specificità contrastando la fusione con il CAFC. O forse, semplicemente, non è strano e tutte queste battaglie ingaggiate servivano per altri scopi e non certo a difesa dellinteresse pubblico. Ma veniamo invece al nocciolo del problema e cioè le motivazioni che mi fanno propendere a sostenere la fusione tra il nostro Consorzio e il CAFC (obiettivo peraltro sostenuto fino ad ora dalla stragrande maggioranza dei comuni soci del tubone oltre che da tutti i comuni soci del CAFC (e sono circa 80); per questo le allego di seguito il comunicato stampa che alcuni giorni fa ho diramato ai giornali e che spiega la mia posizione. Resto naturalmente a disposizione per eventuali domande o approfondimenti. COMUNICATO STAMPA Il prossimo consiglio comunale avrà diversi ed importanti punti allordine del giorno e per questo verrà convocato in due giornate e cioè: giovedì 29 aprile alle ore 20.30 e venerdì 30 aprile sempre alle ore 20.30. Un punto fondamentale sarà il seguente: la delibera di indirizzo per la fusione tra il Consorzio Depurazione Laguna (tubone) ed il CAFC (consorzio Acquedotto Friuli Centrale); arriviamo a questo risultato importante dopo alcuni anni di discussione, di confronti e di approfondimenti; il punto di partenza è stato la consapevolezza della stragrande maggioranza degli amministratori locali della necessità di superare la frammentazione delle gestioni che si presenta oggi nella nostra Provincia, a differenza di altri territori anche regionali, dove si opera ancora con una pluralità di soggetti tutti troppo piccoli e tutti in affanno di fronte alle sempre maggiori difficoltà da affrontare e da superare; parliamo di problematiche di carattere industriale che richiedono sempre maggiori competenze e strutture tecniche, economiche e finanziarie adeguate alla necessità di realizzare gestioni ed investimenti appropriati che il servizio idrico integrato richiede; parliamo della necessità di realizzare economie di scala che solo una società con un più ampio bacino di utenza può ottenere relativamente allapprovigionamento di materie prime e alla razionalizzazione dei costi; ma potendo puntare anche ad una ottimizzazione dei ricavi relativi ad attività non civili quali il trattamento dei rifiuti liquidi e la depurazione di acque reflue industriali che potranno permettere una migliore distribuzione dei costi fissi con conseguente contenimento degli oneri a carico dei cittadini; parliamo di problematiche di carattere giuridico ed in particolare quelle che derivano dal Decreto Ronchi che prevede la privatizzazione del servizio idrico integrato entro il 31.12.2011; in tal senso la fusione consente di realizzare un soggetto forte da un punto di vista imprenditoriale oltre che radicato sul territorio che potrà partecipare alla sfida di concorrenza imposta dalla recente normativa e dunque puntare ad ottenere il mantenimento del controllo sul servizio da parte degli enti locali. Veniamo alle critiche ed alle perplessità di alcuni: a) rischio di acquedottizzazione Non esiste alcun rischio che i territori storicamente serviti dai pozzi artesiani (Cervignano, Terzo dA., Aquileia, Fiumicello, S.Giorgio, Porpetto) siano costretti a realizzare reti acquedottistiche. Ogni polemica ed ogni allarmismo su questo argomeno è puramente strumentale e privo di qualsiasi fondamento. Ricordiamo a questo proposito che lente gestore CDL/CAFC non ha ALCUNA COMPETENZA in materia di programmazione e pianificazione degli investimenti che invece è di esclusiva pertinenza dei 137 sindaci della Provincia di Udine che costituiscono lAutorità dAmbito (AATO) nelle apposite assemblee in cui si decide anche e soprattutto la programmazione degli interventi. Ribadisco pertanto che la fusione non incide in nessun modo sul tema della acquedottizzazione che peraltro non è allordine del giorno. b) la nuova sede del CAFC Alcune amministrazioni hanno sollevato perplessità sullinvestimento fatto dal CAFC per la realizzazione della nuova sede. Premesso che si tratta di una decisione presa da circa 80 comuni soci del CAFC e pertanto assolutamente legittima in quanto condivisa da tutte queste amministrazioni comunali; ci è stato ben spiegato come loperazione aveva lobiettivo di razionalizzare la logistica della società al fine di ottenere una migliore operatività oltre che il contenimento dei costi che una pluralità di unità operative, dislocate sul territorio, comporta nella gestione del servizio. Si tratta pertanto certamente di un grande investimento ma realizzato a prezzi di mercato e con lobiettivo di ottenere economie di scala e razionalizzazione delle spese correnti. Si può dunque tranquillamente affermare che lammortamento pluriennale dei costi di acquisto della struttura è già stato inserito nei costi del piano industriale e non produrrà aumenti delle attuali tariffe del servizio idrico integrato così come evidenziato nella bozza di piano industriale oggetto di approvazione da parte dei consigli comunali. Conclusione: ritengo che il passo che stiamo facendo sia importante ed utile per linteresse dei cittadini di Cervignano del Friuli, della Bassa Friulana e dellintera Provincia di Udine perché ci si propone di creare una nuova società, fortemente competitiva ed interamente di proprietà pubblica. Ed è proprio questo il tema fondamentale che dovrebbe essere meglio compreso da chi osteggia oggi questa operazione: la fusione serve a garantire il controllo pubblico del servizio idrico; non farla significa semplicemente mantenere soggetti gestori deboli che non potranno, nellimmediato futuro, che abdicare di fronte allo strapotere dei competitor privati e lasciare a loro lintera gestione del servizio. Ritengo anche che la politica Provinciale, tutta e al di là degli schieramenti, stia facendo bene il suo lavoro che è quello di trovare soluzioni positive per i cittadini e per la gestione di servizi fondamentali quale è quello di cui parliamo così come si sta operando anche relativamente a quello dei rifiuti sul quale vi è una parallela operazione per arrivare alla fusione tra CSR e NET. E tutto ciò, lo ribadisco, al fine di permettere migliori standard di qualità delle nostre società oltre al già citato ma fondamentale tema del mantenimento del controllo pubblico su questi servizi. Pietro Paviotti
Risposta: Cara Teodora, il servizio di trasporto a chiamata riprenderà questanno (a partire da metà maggio circa) ma solo per i residenti di Cervignano del Friuli, in quanto la cifra di contributo che abbiamo ottenuto dalla Regione non è sufficiente per allargare il servizio a più comuni ma anzi richiede un ulteriore investimento anche per un solo comune tanto che Cervignano ha dovuto impegnare ed aggiungere fondi propri. Ripartiremo con un servizio un po diverso da quello precedente che operava, ricordiamolo, su un territorio più ampio (18 comuni) con una ditta specializzata di trasporti che forniva lintero pacchetto (mezzi, autisti, call center). Viste le ristrettezze andiamo a sperimentare un servizio gestito in economia diretta e cioè fatto inizialmente solo con mezzi e personale proprio del comune e dopo un primo periodo di assestamento vedremo come va la cosa. Mi auguro che in un prossimo futuro (che vorrebbe dire non questanno comunque) il servizio possa allargarsi anche ai comuni della associazione tra cui Aquileia, ma si dovranno valutare assieme un insieme di problemi, non ultimo gli aspetti tecnici oltre che i costi necessari al mantenimento del servizio. Questo è quello che posso dirle in questo momento. Un saluto a lei, a suo figlio e alla sua famiglia.
Risposta: Le confermo che la TARSU deve essere pagata da chi risiede nellalloggio e non invece da chi ne detiene la proprietà. La cosa peraltro è abbastanza facile da capire in quanto si tratta di un tributo (o di un corrispettivo per quei pochi comuni che sono passati dalla tassa alla tariffa) che deve essere pagato da chi produce il rifiuto e cioè il residente e non invece dal proprietario dei muri. Grazie per il messaggio
Risposta: Conosco bene la situazione di via Torino per averci abitato diversi anni; è una via effettivamente stretta così come quelle adiacenti e tuttavia io ritengo che non si siano mai creati problemi particolari se non quelli, talvolta, di doversi fermare ed accostare per far passare una macchina che arriva sul lato opposto. Istituire i sensi unici significa si migliorare la fuidità della circolazione (e forse però anche invitare ad una maggiore velocità che potrebbe essere pericolosa) ma altresì obbligare gli automobilisti a percorsi più lunghi. Per questi motivi io sconsiglierei in questo momento listituzione di un senso unico in quanto i benefici sarebbero inferiori ai problemi che si verrebbero a creare. Resto comunque disponibile a rivedere questa mia posizione e a discuterla anche con i residenti.
Risposta: Spero che non sia vero che via capoia è senza luce da oltre un mese ma che invece sia che una lampada (di un lampione) di via capoia sia da sostituire. Se è così, come io penso e spero che sia, lelettricista mi ha detto che sta facendo proprio adesso il giro per il cambio lampade e dunque verrà anche in via capoia a brevissimo. Grazie per il messaggio.