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Il SINDACO RISPONDE

n. 083 inviata il 29 aprile da Lino – albero –
Domanda: Gentile Sig. Sindaco, volevo chiederle se è possibile piantare un alberello al posto dello sfortunato albero (ippocastano) abbattuto dalla bora dello scorso mese di marzo.... Grazie

Risposta: Si, direi che è una cosa giusta da fare; ne ho già parlato con i tecnici comunali chiedendo loro di occuparsene e di prevedere la sostituzione nella giusta stagione che, mi dicono, essere l’autunno. Grazie del messaggio.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 082 inviata il 29 aprile da Tiziano – pista ciclabile –
Domanda: Egregio sig sindaco vorrei sfidarla a trovare un modo per attraversare la strada in bicicletta senza uscire dal percorso ciclabile in prossimita dell impianto di betonaggio di via Monfalcone Io ci ho provato senza infrangere il codice della strada ma senza risultati Se Lei fosse cosi gentile da spiegarmi come fare le sarei molto grato Grazie

Risposta: Come ho già risposto risposto al sig. Mario (n.077) è vero che manca una adeguata segnaletica e ho già chiesto ai tecnici del comune di provvedere in merito. Grazie a lei.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 081 inviata il 28 aprile da Chiara – Scodovacca –
Domanda: Egregio Signor Sindaco, sono una bambina di 11 anni e abito nella frazione di Scodovacca. Le scrivo per segnalarLe un problema che si presenta nella mia frazione. La strada provinciale e' molto trafficata e le persone non rispettano il limite di velocità, anzi, quando vedono il passaggio a livello chiudersi aumentano la velocità per passare oltre. Questo è un problema per gli adulti e soprattutto per i bambini perchè non esiste una pista ciclabile e neanche un marciapiede. Poco tempo fa hanno sistemato la pavimentazione della fontana ( che è proprio di fronte a casa mia) e hanno creato nuovi posteggi per le auto davanti alla palestra comunale. Ma era proprio necessario? Spero che nel futuro di Scodovacca ci sia anche una pista ciclabile. Secondo me si potrebbe installare un rilevatore di velocità o si potrebbero effettuare più controlli. Adesso che si sta avvicinando la bella stagione La invito a prendere la bici e fare un giro per Scodovacca, così si renderà conto dei pericoli appena descritti. Sperando di vederLa presto la saluto cordialmente. CHIARA GALASSI

Risposta: Cara Chiara, ho fatto un giro in bici per Scodovacca qualche domenica fa ma era domenica e il traffico non era sostenuto e tuttavia conosco i problemi di cui peraltro abbiamo parlato anche durante le assemblee pubbliche organizzate nella frazione. La realizzazione di una vera e propria pista ciclabile parallela alla strada provinciale non è possibile in quanto lo spazio usufruibile è troppo limitato e, in alcuni punti, le case sono a ridosso della strada o comunque ad una distanza inferiore di quella minima prevista per una pista; ci siamo comunque impegnati a realizzare un marciapiede il più largo possibile su tutta la lunghezza dell’abitato e i nostri uffici stanno lavorando per questo; il progetto dovrà inoltre studiare degli interventi per rallentare la velocità che dovranno però essere conformi al codice della strada ed essere approvati anche dalla provincia che è proprietaria della strada. Mi auguro che a breve potremo presentare questo progetto ai cittadini residenti a Scodovacca. I posteggi che abbiamo realizzato di fronte alla palestra ci sono stati richiesti proprio dai residenti che lamentavano la difficoltà di accedere alla palestra soprattutto per le persone anziane ad esempio il giorno delle votazioni ma non solo. Grazie del messaggio.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 080 inviata il 27 aprile da Residence Dolores – impianto di betonaggio –
Domanda: Spett. Sindaco Leggendo questa rubrica abbiamo notato che ha proposto ai concittadini, che si lamentano del rumore e fastidio prodotto dai frequentatori del bar Eremo, una riunione per cercare una soluzione al problema. Visto che da tre anni, noi nuovi residenti (ma anche vecchi) di via Monfalcone abbiamo lo stesso problema con l’impianto di betonaggio, se non peggio rispetto a loro considerato che per noi il forte rumore delle betoniere, inizia alle sette del mattino (spesso anche prima) e finisce dopo le 18,00 concentrandosi maggiormente nelle fasce orarie che vanno dalle 7,00 alle 9,30 e dalle 14,00 alle 16,30. Orari in cui i bambini, turnisti e anziani vorrebbero riposare, ma non possono! Preso atto che in tre anni di proteste, raccolta firme, lamentele, intervento della stampa locale, non siamo riusciti ad ottenere niente, se non un misero box intorno alla betoniera che carica cemento e che attenua il rumore di pochissimo, ma che gli operai cinque volte su dieci operano con il portellone frontale aperto e quindi e come se non ci fosse. Chiediamo anche noi una riunione per far fronte al problema che ha messo, e sta mettendo a dura prova il nostro sistema nervoso. Una soluzione bisogna assolutamente trovarla non si può più continuare cosi! Restando in attesa ringraziamo e porgiamo distinti saluti.

Risposta: Gentile signora Dolores Residence, è vero che sul tema impianto di betonaggio in via Monfalcone alcuni di voi si lamentano da alcuni anni e che ci siamo già scritti lettere oltre che numerosi messaggi su questa rubrica. Se dovessi sintetizzare direi che le cose sono andate più o meno così: voi (o lei) avete protestato a gran voce chiedendo soluzioni drastiche e immediate; io ho risposto che da anni mi stavo occupando della cosa cercando seriamente di favorire una nuova localizzazione dell’attività ma che il tutto non poteva essere “preteso” (perché l’azienda opera in quel luogo da circa 30 anni e dunque ha acquisito anche un suo diritto) ma bensì bisognava ricercare una soluzione possibilmente condivisa. E allora le ricordo che sono successi due fatti che, a mio parere, non hanno aiutato a trovare una soluzione ma che l’hanno invece ostacolata. Il primo è che qualcuno ha fatto un esposto ed ha fatto intervenire l’ARPA, evidentemente con l’intendimento di rinvenire delle irregolarità e portare alla chisura dell’impianto; peccato invece che L’ARPA non abbia riscontrato irregolarità e si sia limitata a fornire alcune prescrizioni che abbiamo prontamente inoltrato alla ditta; in questo modo ci si è semplicemente dati ”la zappa sui piedi” perché di fatto l’ARPA ha certificato che l’attività è in regola con massima soddifazione della ditta che li opera. Primo bel risultato. Il secondo fatto è questo: avevamo individuato la possibilità di spostare l’attività nell’area artigianale del PRPC “la rotonda” nell’ultimo lotto vicino alla ferrovia e dunque ben distante da tutte le case. Per far questo dovevamo fare una variante al Piano Regolatore ma quando l’abbiamo presentata qualcuno (gli stessi di prima) ha accusato il sindaco di essere in conflitto di interessi dichiarando che ci sono testimoni che possono dimostrarlo. La variante è stata approvata ma non le nascondo che la cosa mi abbia molto amareggiato e non potendo difendermi visto che venivano citati dei fantomatici testimoni ma senza nominarli (e quindi senza darmi la possibilità di ascoltarli ed eventualmente controbattere) ho dovuto, per difendere la mia onorabilità, autodenunciarmi alla Procura della Repubblica affinchè indaghi e stabilisca se io abbia in qualche modo mancato ai miei doveri di sindaco (cosa che so di non aver mai fatto). Secondo bel risultato: l’impianto non si sposta più nell’area artigianale. Non posso certo dire che sia da addebitarsi al polverone scatenato da questa sceneggiata ma una cosa è certa: non è con le calunnie che si risolvono i problemi. A questo punto non vedo per questo caso oramai ben chiaro e noto l’utilità di un incontro; le confermo invece che continuerò a parlare con la proprietà dell’impianto di betonaggio, richiamandola ad operare con la massima cautela per evitare il disturbo dei vicini ma soprattutto invitandola caldamente ed aiutandola anche, laddove utile o necessario, a trovare una localizzazione più idonea per la sua attività perché concordo anch’io che quella di via Monfalcone non vada bene. Aggiungo che una serie di problemi che la società aveva avuto sono stati da pochissimo risolti e dunque questo potrebbe (uso il condizionale) aiutarci. Pe rconcludere mi permetta, signora Dolores, di invitarla, per il futuro, a scegliere meglio i suoi consiglieri ed evitare iniziative controproducenti come quelle (sciagurate) messe in atto fino ad oggi.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 079 inviata il 26 aprile da Luca – cassonetti della carta –
Domanda: Egregio Sindaco, Le volevo segnalare che nella zone dove abito (lottizzazione La Fredda) i cassonetti per la carta sono troppo pochi e troppo piccoli tanto che, a fronte del loro vuotamento il giovedì, già sabato o domenica risultano pieni. Questo obbliga i residenti ad accatastare la carta all'esterno e nelle giornate ventose non è raro trovarla in mezzo alla strada. Può attivarsi per l'installazione di cassonetti più grandi? Grazie. Saluti. Fogar Luca

Risposta: Il problema della limitata capienza dei cassonetti della carta mi è stata segnalata in diverse occasioni ed io ho più volte risposto invitando i cittadini ad utilizzare prioritariamente la raccolta porta a porta del giovedì e solo quando necessario conferire nel cassonetto. Evidentemente la mia esortazione non ha sortito l’effetto sperato e dunque troviamo ancora molto spesso cassonetti stracolmi. Ho nuovamente sentito a proposito il CSR che mi ha garantito che nei prossimi mesi ci sarà una sostituzione generale dei cassonetti della carta con un modello più capiente al fine di risolvere il problema. Da parte mia continuo comunque ad invitare i cittadini a conferire la carta prioritariamente tramite il porta a porta del giovedì anche perché altrimenti i cassonetti non saranno mai abbastanza grandi.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 078 inviata il 26 aprile da Dott. Zancan – bar Eremo –
Domanda: Gentile Signor Sindaco, con riferimento alla sua risposta, vorrei fare alcune precisazioni. Innazitutto, non abbiamo mai detto che non volevamo fare una riunione, ma semplicemente non capivamo il senso di fare una riunione già oggi pomeriggio (essendo stati avvisati solo venerdì scorso), visto che per i vari impegni di noi tutti, organizzarci in così poco tempo non è assolutamente possibile. In secondo luogo, nel caso non ci fossimo capiti, il vero problema della scorsa estate è stato il rumore dovuto al volume elevato della musica fatta all’esterno del locale e ben oltre la mezzanotte (il sovraffollamento era solo una conseguenza). Non vogliamo assolutamente mostrare i muscoli: vogliamo semplicemente che i nostri diritti vengano rispettati, e fin’ora così non è stato. Ne abbiamo mai impedito al Bar di fare il proprio lavoro, semmai è il Bar che, badando esclusivemente ai propri interessi e non curandosi minimamente del rispetto per gli altri, ha approfittato della libertà assoluta che gli è stata concessa. Inoltre siamo sempre stati aperti al dialogo (è ormai da quasi un anno che lo siamo), anche se, fin’ora, quest’apertura non ha portato a nulla. Detto questo, restiamo in attesa di fare una riunione (a data ed ora da concordare), per chiarire e risolvere la questione. Distinti Saluti Dott. Zancan

Risposta: Bene, concordiamo una data che vada bene a tutti, magari per telefono (0431/388411) e non attraverso questa rubrica e parliamone. Grazie del messaggio.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 077 inviata il 25 aprile da Mario – pista ciclabile –
Domanda: Egr. Sig. Sindaco, nello scorso mese di settembre ci eravamo scritti (e risposti) a proposito della modifica della pista ciclabile in via Monfalcone, all' altezza della nuova via che conduce all'asilo. Ricorda? Lei mi rispose che la modifica era inevitabile, tenuto conto della nuova viabilità, e che in ogni caso sarebbe stata sufficiente una riga gialla disegnata a terra per delimitare il nuovo tratto di ciclabile. Volevo segnalarle che questo a tutt'oggi non è stato fatto. Inoltre anche i segnali di attraversamento ( i quadrati bianchi disegnati sull'asfalto), che segnalano il passaggio da un lato all'altro della carreggiata, non sono stati disegnati, o peggio sono rimasti visibili i vecchi segnali in corrispondenza del precedente attraversamento ormai dismesso. E' possibile provvedere o chiedo troppo? La ringrazio per l'attenzione. Cordialmente la saluto. Mario

Risposta: Si, ricordo le mail che ci siamo scambiati; in effetti lei ha ragione e lì manca un attraversamento. Ne ho aprlato con i miei uffici i quali vedranno quale soluzione adottare che sia corretta anche rispetto al condice della strada. Grazie del messaggio.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 076 inviata il 23 aprile da Luciano – via Udine –
Domanda: Salve Sig.Singaco,ha ragione e mi scuso,il codice della strada parla di CINQUE mtetri e non OTTO.Rimane il fatto che la segnaletica a terra del parcheggio in via Udine inizia da DUE METRI SCARSI.Cordialmente.Luciano

Risposta: Caro Luciano, prendo nota; un giorno passo, beviamo un bicchiere e ne parliamo a voce. Grazie del messaggio.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 075 inviata il 24 aprile da dott. Zancan – bar Eremo –
Domanda: Signor Sindaco, le scrivo a nome dei condomini dell’Eremo 2 per una questione che l’anno scorso ha causato molti problemi e che sta per tornare attuale: mi riferisco alle serate di musica del Bar Eremo. Abbiamo ricevuto un invito a presentarci ad una riunione per cercare di trovare un accordo sul tema, in quanto l’amministratrice ci ha riferito che il proprietario del Bar ha presentato nuovamente richiesta al comune per poter farela festa della birra (e quindi musica e qunat’altro…) al mercoledì sera. Da parte nostra non sussiste il motivo per il quale questa riunione venga fatta così in fretta (si parlava già del prossimo lunedì pomeriggio), in quanto, visti i trascorsi dell’anno precedente, che lei già ben conosce e pertanto non mi soffermo ad elencare, NON VOGLIAMO ASSOLUTAMENTE che sia rilasciata l’autorizzazione a fare musica in alcun giorno della settimana. L’unica questione della quale siamo pronti a discutere nelle prossime settimane è come risolvere il problema degli schiamazzi notturni, che si ripresenta puntuale per tutto il corso dell’anno. Distinti Saluti, Dott. Zancan

Risposta: Gentile Dott. Zancan, inizio con una precisazione: non è mai stata rilasciata al “bar Eremo” alcuna autorizzazione a fare musica (o altro spettacolo) in passato né è stata richiesta alcuna autorizzazione per il futuro e cioè per quest’anno. E d’altronde, egregio dottore, lei me lo aveva chiesto già l’anno scorso (messaggio n. 224 del 28 agosto 2009) ed io, in questi termini, le avevo già risposto. Potrei finirla qui potendola rassicurare che se voi NON VOLETE, noi NON DAREMO alcuna autorizzazione. Abbiamo mostrato i muscoli tutt’e due (con un bel maiuscolo) ma lei si rende ben conto che non abbiamo risolto un bel niente. La proposta di una riunione l’ho avanzata io (il giorno in cui abbiamo scoperto la lapide a D’Annunzio) chiedendo al proprietario del bar di non aspettare e di affrontare per tempo il problema ad evitare il ripetersi questa estate di ciò che era avvenuto l’anno passato con le vostre legittime proteste conseguenti al rumore ma soprattutto ad un affollamento esagerato del locale e dell’area circostante (perché è questo il vero problema). Penso che sarebbe bene oltre che utile perseguire un obiettivo semplicemente ragionevole e cioè: permettere da un lato al bar di fare il suo lavoro e però tutelando il diritto dei cittadini a poter riposare evitando loro un disturbo non sopportabile. Queste cose, seppur difficili, si possono raggiungere solo con il dialogo e per questo mi sono permesso di proporre un incontro. E se ho fatto male, senza indugio alcuno, ritiro la proposta.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 074 inviata il 22 aprile da Vincenzo – asilo nido –
Domanda: Buon giorno Sign. Sindaco, Mi chiamo Vincenzo e da settembre mio figlio frequenta il nuovo asilo nido comunale. Premettendo che il bambino si trova bene e noi siamo contenti della gestione dell'asilo, vorrei segnalarle alcuni disservizi che, penso, non siano imputabili al personale dell'asilo. Già tempo fa ero venuto a conoscenza che i giochi all'esterno dell'edificio non potevano essere utilizzati dai bimbi perchè, per motivi di sicurezza ,serviva un "collaudo" (l'asilo è stato aperto a settembre e non tutto può essere ancora a regime). Ma quello che mi ha colpito ( in negativo) è che ancora nessuno abbia provveduto alllo sfalcio dell'erba e, come può ben capire, sono un pò preoccupato ed irritato. I bimbi dell'asilo non superano i tre anni e può ben immaginare come il giocare in giardino per loro sia fonte di insidie: zecche e animali vari che sicuramente frequentano quell'ambiente non curato. Pensavo che aver cura di una struttura " gioiello" come quest'asilo ,su cui avete investito parecchi soldi della comunità e su cui noi stiamo investendo parecchi dei nostri, fosse una vostra priorità tanto più che questa struttura ospita proprio dei bambini. Cordiali saluti Vincenzo.

Risposta: Caro Vincenzo, tutti i giochi che sono stati installati sono perfettamente a norma e possono tranquillamente essere utilizzati; riguardo al taglio dell’erba invece devo precisare che in base alle norme del capitolato è un onere che spetta alla cooperativa che ha il compito della intera gestione della struttura e non invece del comune (che però ha il compito di controllare); le notizie in mio possesso sono queste: trattandosi del primo taglio in assoluto la cooperativa si è trovata in difficoltà da un punto di vista organizzativo ed è in ritardo, sono cose che possono succedere, ma sono certo che sapranno recuperare prestissimo.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 073 inviata il 22 aprile da Veronica – bonus bebé –
Domanda: Buongiorno sig. sindaco,ho fatto domanda per il bonus bebe' nel mese di settembre del 2009 e vorrei sapere se gentilmente sa quando verra' erogato. grazie e distinti saluti. Veronica

Risposta: I bonus bebé sono in pagamento proprio in questi giorni e dunque a brevissimo anche lei riceverà la comunicazione.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 072 inviata il 21 aprile da Osteria al porto – sollecito risposta –
Domanda: Buongiorno Sig.Sindaco,Le ho inviato una mail il giorno 14/04 c.a. e speravo di leggere una risposta.Senza dubbio Lei è preso da ben più importanti problemi ma la situazione parcheggi in via Udine è abbastanza seria specialmente all'incrocio di via Dogana Vecchia.Nell'attesa di leggerLa a breve porgo cordiali saluti.Osteria al Porto

Risposta: Non ho risposto prima perché avevo necessità di capire e, francamente, non comprendo il motivo per cui lei ha voluto entrare in polemica con la sig.ra Emanuela che ha solamente segnalato una difficoltà che notoriamente esiste in via Dogana Vecchia. Riguardo al parcheggio davanti al bar nave dobbiamo dire le cose come stanno: non è vero che i parcheggi debbano stare a 8 metri dall’intersezione e la posizione attuale mi sembra accettabile e dunque va semplicemente rispettata così come non è opportuno il parcheggio davanti al suo esercizio per evidenti motivi di spazio e di visibilità. Ricordo a tutti che in una posizione molto ravvicinata esistono ampie zone di parcheggio (sottoviadotti ferroviari e parcheggio di via Demanio) ed è bene che tutti noi impariamo a parcheggiare correttamente e a fare alcuni minuti a piedi che, ricordiamolo, non può che farci del bene.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 071 inviata il 14 aprile da Osteria al porto – via Dogana Vecchia –
Domanda: Buongiorno Sig.Sindaco in riferimento alla mail della signora Emanuela del 06/02/2010 m. 23 vorrei far notare alla signora che le macchine parcheggiate davanti all'Osteria al Porto non sono macchine dei nostri Clienti ma bensì di persone che acquistano sigarette al Bar Nave e che sostano un paio di minuti.L'unica volta (almeno da quando siamo noi a gestire l'Osteria) che un nostro Cliente ha sostato davanti al Osteria è stato prontamente multato dai Vigili Urbani.Ringraziamo la signora Emanuela per la pubblicità gratuita ma l'evitare allusioni sarebbe stato molto più aprezzato.Pur considerando la pericolosità dell'incrocio di via Dogana Vecchia mi chiedo come mai le segnaletiche di parcheggio disegnate davanti al Bar Nave non iniziano ad OTTO metri dall'intersezione ma bensì a solamente DUE togliendo,quindi,la visibilità sia per coloro che svoltano verso la statale 14 e sia per coloro che devono svoltare verso il centro.RingraziandoLa per l'attenzione colgo l'occasione per augurarLe Buon Lavoro e La invito a constatare personalmente quanto detto.-Osteria Al Porto

Risposta: Vedi risposta seguente

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 070 inviata il 17 aprile da Stefano – via Divisione Julia –
Domanda: Buon giorno sig. sindaco, volevo ringraziare lei per la pronta segnalazione agli elettricisti che sabato 18 sono intervenuti a sostituire la vecchia lampada e plafoniera ai due lampioni in ingresso a via Divisione Julia, ora anche la notte (durante il periodo di risparmio energetico) i lampioni funzionano; grazie.

Risposta: Grazie a lei per il messaggio.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 069 inviata il 17 aprile da Romano – bollette tubone –
Domanda: buonasera, abito in via carducci volevo sapere se la via è allaciata al tubone? in caso di risp. negativa le bollette che potrebbero arrivare a casa e le bollette vecchie le devo pagare?

Risposta: La via Carducci non è allacciata in quanto non è ancora stata posata la linea della fognatura nera. Come noto la legge Galli prevedeva che tutti dovessero pagare sia la quota di fognatura che quella di depurazione anche se non allacciati; dopo la sentenza della Corte Costituzionale invece chi non è allacciato al depuratore deve pagare solo la quota di tariffa relativa alla fognatura e non quella relativa alla depurazione e le bollette emesse dal Consorzio successivamente alla sentenza già tengono in conto di questa differenza. Detto questo va precisato che eventuali bollette pregresse vanno comunque pagate e potranno essere eventualmente rimborsate solo quando le autorità competenti in materia ne stabiliranno le modalità. Maggiori chiarimenti li potrà richiedere al Consorzio al n, 0431/621091.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 068 inviata il 15 aprile da Vincenzo Macoratti – tubone –
Domanda: Mi permetta, Signor Sindaco, di ritornare sull'argomento perchè sarà anche vero che, come dice Lei "E' incredibile che, dopo tanti anni, io debba ripetere ancora questa cosa", ma il comune cittadino un po' distratto e talvolta confuso dalle notizie di stampa come sono io, ha bisogno di sentirsele ripete certe affermazioni, quanto meno da chi attualmente ha le carte in mano, come si suol dire, eppoi quando si parla di politica a "pensar male non si fa male". Superare la frammentazione delle gestioni sarebbe cosa buona e giusta anche se il rischio della creazione di un carrozzone che come prima operazione, con la giustificazione della razionalizzazione delle spese e le economie di scala ( belle parole, andrebbero sviluppate nel dettaglio) realizza una sede megagalattica per un Ente che, come troppo frequentemente capita, sfugge ad ogni controllo se non a quello della lottizzazione politica. Vede, Signor Sindaco, lo scetticismo mio e di tanti che la pensano come me è dato dal fatto, ad esempio, che anche la raccolta rifiuti solidi urbani con l'avvento della TARSU, la razionalizzazione, la differenziazione doveva produrre risparmi per l'utente, ma, come sappiamo, non è così. Pur non essendo dell'idea che solo privato è bello, ritenendo che i servizi essenziali debbano essere sotto il controllo pubblico, per mia deformazione mentale ritengo che se piccolo, se territoriale risulta più facilmente controllabile, magari con pochi consiglieri, con gettoni di presenza puramente simbolici, meno auto blu, meno viaggi di lavoro, sedi decorose ma minimaliste, con i tempi che corrono .... Grazie per l'attenzione. Vincenzo Macoratti

Risposta: Ritorniamoci pure sull’argomento, caro Vincenzo,e vediamo di fare chiarezza. Superare la frammentazione delle gestioni significa semplificare l’organizzazione e la pluralità di strutture che oggi esistono nella nostra Provincia per dare il medesimo servizio. Per capirci: in Provincia di Udine operano ben 5 diverse società, tutte pubbliche, che fanno la stessa cosa; significa 5 diversi presidenti, 5 diversi consigli di amministrazione, 5 collegi sindacali e potremmo andare avanti. La fusione tra il CDL (Consorzio Depurazione Laguna o tubone) e il CAFC ha già di per sé il merito di dimezzare questi organi (presidenti, consigli di amministrazione e collegio sindacale) e dunque dimezzare le conseguenti spese. Detto questo (che è un fatto, vero ed incontrovertibile) come lei ben sa io sono partito da altre (3, per l’esattezza) considerazioni che ritenevo rilevanti per sostenere la bontà di quel progetto di fusione, come avrà letto nel mio comunicato stampa, e cioè: il necessario rafforzamento della struttura societaria; l’ottenimento di economie di scala; la possibilità di vincere la futura sfida per evitare la “privatizzazione del servizio”. Ed è questo (il terzo) il punto a mio parere più importante da tenere in considerazione e trovo francamente paradossale che alcuni comuni oltre che certi comitati non vogliano prenderne atto e si intestardiscano a contrastare un obiettivo (la fusione) che ha, come obiettivo principale, il mantenimento del CONTROLLO PUBBLICO DEL SERVIZIO. Mi spiego meglio: la legge (Decreto del Ministro Ronchi) prevede che il Servizio Idrico Integrato non possa più essere gestito dalle società pubbliche con affidamento diretto ma debba essere messo a gara; ne consegue che se nella nostra Provincia (che è stata anche definita quale ambito territoriale ottimale) non ci sarà almeno un soggetto pubblico abbastanza forte ed attrezzato per partecipare a questa gara la vittoria sarà preda sicura dei privati. Non mi pare che sia il risultato che i cittadini auspicano, almeno in questi servizi che sono fondamentali per la vita di tutti i giorni, come l’acqua e i rifiuti Ecco: noi stiamo operando per costruire un soggetto pubblico abbastanza forte da scongiurare questa eventualità e cioè la privatizzazione del servizio. E quando dico “abbastanza forte” non intendo un carrozzone grandissimo ed incontrollabile ma una società che opera all’interno di un perimetro tutto sommato piccolo come è la provincia di Udine. Riguardo alla sede del CAFC ho già spiegato nel comunicato che questo investimento è già stato fatto in conseguenza di una decisione presa tempo fa da circa 80 comuni della bassa e del medio Friuli, e cioè gli attuali soci del CAFC. Tutti questi comuni, che non sono retti da amministratori incapaci, hanno ritenuto utile per la loro società razionalizzare la logistica concentrando le sedi operative ed amministrative in un unico luogo ed io non trovo scandalosa questa operazione. Proseguendo: la invito a non dire che il servizio rifiuti non funziona perché non è vero. Il nostro CSR funziona molto bene anche se soffre, come tutte le società del settore, della mancanza di impianti per lo smaltimento (discariche) e della necessità di conferire fuori Regione a prezzi elevati. Per questo ma non solo, anche quella azienda ha intavolato una trattativa per fondersi con la NET (società omologa di proprietà del comune di Udine) anche qui con lo scopo di affrontare meglio le sfide del futuro che sono in parte le stesse di quelle del tubone (evitare la privatizzazione) ma anche quelle connesse ai necessari investimenti da fare nel breve termine per ammodernare l’impiantistica necessaria a servire i nuovi modelli di raccolta differenziata che stiamo gradualmente attivando sul territorio. Per concludere: vorrei dire ai miei cittadini di fare molta attenzione sulle polemiche che strumentalmente vengono attivate su questo tema e di informarsi bene a proposito. Al fine di evitare confusione riprendo alcune affermazioni che sono state pubblicate dalla stampa e che sono prive di ogni fondamento: è falso che la fusione tra il CDL e il CAFC abbia come conseguenza l’acquedottizzazione della nostra cittadina; è falso che saremo costretti a mettere i contatori sui pozzi delle case singole (i contatori sono previsti solo nelle lottizzazioni con gli acquedotti di quartiere e ricordo che nelle lottizzazioni esistenti a Cervignano e di recente costruzione i contatori ci sono già e nessuno se ne è mai lamentato); è falso che ci sia qualsiasi interesse di poltrona in questa vicenda e che io sia guidato da promesse di questo genere. Chi usa la calunnia, le bugie e la falsità lo fa semplicemente perché non ha argomenti validi da contrapporre e per questo non va ascoltato. Sempre disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 067 inviata il 16 aprile da Monica – pulizie –
Domanda: Buona sera, vorrei sapere il nome dellla ditta o cooperativa che si occupa delle pulizie comunali. grazie

Risposta: E’ la società comunale “Ausa Multiservizi” e la può contattare al n. 0431/371431.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 066 inviata il 16 aprile da Stefano – via Div. Julia –
Domanda: sig. sindaco buon giorno, volevo portarla a conoscenza della inefficiente illuminazione che c’è all’ingresso di via Divisione Julia e via della Vigna dove ormai da diverse settimane la strada alla notte è sempre buia; E’ da più di un anno che i lampioni o restano spenti o funzionano ad intermittenza emettendo una luce alquanto fioca; sottolineo ,per correttezza ,che questa è la prima volta che segnalo la cosa. Si potrà fare qualcosa in merito? La ringrazio e la saluto cordialmente Stefano

Risposta: Signor Stefano, ho segnalato la cosa agli elettricisti del comune i quali interverranno senz’altro anche se non so, al momento, quale sia la causa del problema e quale sia il rimedio. Grazie del messaggio.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 065 inviata il 15 aprile da Vincenzo Macoratti – tubone –
Domanda: "Siamo sicuri che siano da depurare solo le acque?" Signor Sindaco, leggo sulla stampa locale odierna che si prospetta la prossima fusione tra il Consorzio Laguna, meglio conosciuto come "Tubone"e il ConsorzioAcquedotto Friuli Centrale, si dice, sulla stampa, al fine di "bonificare" gli ingenti passivi di bilancio del Tubone stesso. Non mi soffermo sulla serietà e correttezza della manovra ipotizzata, ci verranno garanzie e giustificazioni da altre fonti semmai succederà. Mi chiedo, invece, e chiedo conferma al rappresentante del 35% (se non erro) del capitale azionario del Tubone come si possa prendere sfacciatamente per i fondelli i cittadini (azionisti) che diligentemente, su sollecitazione sua e del suo predecessore Sindaco Travanut, hanno pagato quelle benedette bollette tanto contestate da chi sosteneva non fossero legittime, ma, ci avete detto, le fognature e i marciapiedi delle nostre strade andavano pagati a chi li realizzava, ferma restando la diatriba tra utenti allacciati e non, su servizi di depurazione effettuati e non. Fatta questa premessa per evidenziare la confusione che tuttora "sovrasta" questo Ente mentre già si ipotizzano fusioni, servizi integrativi di forniture d'acqua, per altro non richiesta dalla cittadinanza del Cervignanese. Non commento la malignità riferita ad una Sua paventata Presidenza. Ora Le chiedo un commento che faccia chiarezza, se mai si potrà fare su tutta questa manovra, quanto meno per avere la certezza che il Sindaco di Cervignano tutela i suoi cittadini e i loro pozzi artesiani, in altra sede ed in altra occasione mi auguro anche ci possa dare garanzie sulla corretta gestione di quel 35%, perchè, mi perdoni, per deformazione professionale mi riesce difficile pensare ci sia un Ente, seppure a conduzione politica, disposto ad accollarsi i debiti altrui senza adeguate contropartite. Con deferente stima ed osservanza Vincenzo Macoratti

Risposta: Caro Vincenzo, l’argomento è senza dubbio di attualità e di interesse e la ringrazio per la domanda che mi permette di chiarire alcuni aspetti; il comune di Cervignano detiene effettivamente circa il 32% delle quote del Consorzio Depurazione Laguna (tubone) che è l’ente che ha il compito, nella bassa friulana, di gestire il cosiddetto Servizio Idrico Integrato e cioè: gli impianti di distribuzione dell’acqua (ove presenti, da noi generalmente solo sotto la forma di “acquedotti di quartiere”) e la realizzazione e manutenzione delle fognature e della depurazione delle acque. Le famose bollette che noi abbiamo sempre e certamente invitato a pagare altro non erano che le tariffe previste dalle leggi dello Stato per i servizi resi (acquedotto o fognatura o tutti e due). E’ incredibile che, dopo tanti anni, io debba ripetere ancora questa cosa. Riguardo invece alla proposta di fusione della nostra società (il tubone) con un’altra società (il CAFC – Consorzio Acquedotto Friuli Centrale) che è una società a capitale interamente pubblico e che fornisce servizi analoghi a quelli del tubone e cioè il “servizio idrico integrato” in oltre 80 comuni della bassa e del medio Friuli, mi corre l’obbligo di chiarire due aspetti preliminari: questa manovra non viene certamente fatta per “bonificare” i debiti del tubone ma per i motivi che spiego nel comunicato stampa che segue; la voce secondo la quale io sosterrei questa operazione per diventare successivamente presidente della società è semplicemente una calunnia avanzata da chi non aveva argomenti validi o migliori per contrastare quelli da me espressi. Aggiungo solo che è molto strano che quegli stessi comitati che per anni hanno combattuto il tubone additandolo come un ente inutile oggi ne difendano la specificità contrastando la fusione con il CAFC. O forse, semplicemente, non è strano e tutte queste battaglie ingaggiate servivano per altri scopi e non certo a difesa dell’interesse pubblico. Ma veniamo invece al nocciolo del problema e cioè le motivazioni che mi fanno propendere a sostenere la fusione tra il nostro Consorzio e il CAFC (obiettivo peraltro sostenuto fino ad ora dalla stragrande maggioranza dei comuni soci del tubone oltre che da tutti i comuni soci del CAFC (e sono circa 80); per questo le allego di seguito il comunicato stampa che alcuni giorni fa ho diramato ai giornali e che spiega la mia posizione. Resto naturalmente a disposizione per eventuali domande o approfondimenti. COMUNICATO STAMPA Il prossimo consiglio comunale avrà diversi ed importanti punti all’ordine del giorno e per questo verrà convocato in due giornate e cioè: giovedì 29 aprile alle ore 20.30 e venerdì 30 aprile sempre alle ore 20.30. Un punto fondamentale sarà il seguente: la delibera di indirizzo per la fusione tra il Consorzio Depurazione Laguna (tubone) ed il CAFC (consorzio Acquedotto Friuli Centrale); arriviamo a questo risultato importante dopo alcuni anni di discussione, di confronti e di approfondimenti; il punto di partenza è stato la consapevolezza della stragrande maggioranza degli amministratori locali della necessità di superare la frammentazione delle gestioni che si presenta oggi nella nostra Provincia, a differenza di altri territori anche regionali, dove si opera ancora con una pluralità di soggetti tutti troppo piccoli e tutti in affanno di fronte alle sempre maggiori difficoltà da affrontare e da superare; parliamo di problematiche di carattere industriale che richiedono sempre maggiori competenze e strutture tecniche, economiche e finanziarie adeguate alla necessità di realizzare gestioni ed investimenti appropriati che il servizio idrico integrato richiede; parliamo della necessità di realizzare economie di scala che solo una società con un più ampio bacino di utenza può ottenere relativamente all’approvigionamento di materie prime e alla razionalizzazione dei costi; ma potendo puntare anche ad una ottimizzazione dei ricavi relativi ad attività non civili quali il trattamento dei rifiuti liquidi e la depurazione di acque reflue industriali che potranno permettere una migliore distribuzione dei costi fissi con conseguente contenimento degli oneri a carico dei cittadini; parliamo di problematiche di carattere giuridico ed in particolare quelle che derivano dal Decreto Ronchi che prevede la privatizzazione del servizio idrico integrato entro il 31.12.2011; in tal senso la fusione consente di realizzare un soggetto forte da un punto di vista imprenditoriale oltre che radicato sul territorio che potrà partecipare alla sfida di concorrenza imposta dalla recente normativa e dunque puntare ad ottenere il mantenimento del controllo sul servizio da parte degli enti locali. Veniamo alle critiche ed alle perplessità di alcuni: a) rischio di acquedottizzazione Non esiste alcun rischio che i territori storicamente serviti dai pozzi artesiani (Cervignano, Terzo d’A., Aquileia, Fiumicello, S.Giorgio, Porpetto) siano costretti a realizzare reti acquedottistiche. Ogni polemica ed ogni allarmismo su questo argomeno è puramente strumentale e privo di qualsiasi fondamento. Ricordiamo a questo proposito che l’ente gestore CDL/CAFC non ha ALCUNA COMPETENZA in materia di programmazione e pianificazione degli investimenti che invece è di esclusiva pertinenza dei 137 sindaci della Provincia di Udine che costituiscono l’Autorità d’Ambito (AATO) nelle apposite assemblee in cui si decide anche e soprattutto la programmazione degli interventi. Ribadisco pertanto che la fusione non incide in nessun modo sul tema della acquedottizzazione che peraltro non è all’ordine del giorno. b) la nuova sede del CAFC Alcune amministrazioni hanno sollevato perplessità sull’investimento fatto dal CAFC per la realizzazione della nuova sede. Premesso che si tratta di una decisione presa da circa 80 comuni soci del CAFC e pertanto assolutamente legittima in quanto condivisa da tutte queste amministrazioni comunali; ci è stato ben spiegato come l’operazione aveva l’obiettivo di razionalizzare la logistica della società al fine di ottenere una migliore operatività oltre che il contenimento dei costi che una pluralità di unità operative, dislocate sul territorio, comporta nella gestione del servizio. Si tratta pertanto certamente di un grande investimento ma realizzato a prezzi di mercato e con l’obiettivo di ottenere economie di scala e razionalizzazione delle spese correnti. Si può dunque tranquillamente affermare che l’ammortamento pluriennale dei costi di acquisto della struttura è già stato inserito nei costi del piano industriale e non produrrà aumenti delle attuali tariffe del servizio idrico integrato così come evidenziato nella bozza di piano industriale oggetto di approvazione da parte dei consigli comunali. Conclusione: ritengo che il passo che stiamo facendo sia importante ed utile per l’interesse dei cittadini di Cervignano del Friuli, della Bassa Friulana e dell’intera Provincia di Udine perché ci si propone di creare una nuova società, fortemente competitiva ed interamente di proprietà pubblica. Ed è proprio questo il tema fondamentale che dovrebbe essere meglio compreso da chi osteggia oggi questa operazione: la fusione serve a garantire il controllo pubblico del servizio idrico; non farla significa semplicemente mantenere soggetti gestori deboli che non potranno, nell’immediato futuro, che abdicare di fronte allo strapotere dei competitor privati e lasciare a loro l’intera gestione del servizio. Ritengo anche che la politica Provinciale, tutta e al di là degli schieramenti, stia facendo bene il suo lavoro che è quello di trovare soluzioni positive per i cittadini e per la gestione di servizi fondamentali quale è quello di cui parliamo così come si sta operando anche relativamente a quello dei rifiuti sul quale vi è una parallela operazione per arrivare alla fusione tra CSR e NET. E tutto ciò, lo ribadisco, al fine di permettere migliori standard di qualità delle nostre società oltre al già citato ma fondamentale tema del mantenimento del controllo pubblico su questi servizi. Pietro Paviotti

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 064 inviata il 15 aprile da Teodora – chiamame –
Domanda: Signor Sindaco, sono una signora anziana residente ad Aquileia e mi rivolgo a lei per chiederLe se e quando verrà riattivato il servizio chiamame dato che in più occasioni in quotidiani hanno dato per imminente il ripristino del servizio. Vorrei inoltre sapere se, come in passato, tale servizio sarà disponibile anche per i residenti ad Aquileia. Ringrazio anticipatamente per la risposta. Buon lavoro. Cordialmente Teodora

Risposta: Cara Teodora, il servizio di trasporto a chiamata riprenderà quest’anno (a partire da metà maggio circa) ma solo per i residenti di Cervignano del Friuli, in quanto la cifra di contributo che abbiamo ottenuto dalla Regione non è sufficiente per allargare il servizio a più comuni ma anzi richiede un ulteriore investimento anche per un solo comune tanto che Cervignano ha dovuto impegnare ed aggiungere fondi propri. Ripartiremo con un servizio un po’ diverso da quello precedente che operava, ricordiamolo, su un territorio più ampio (18 comuni) con una ditta specializzata di trasporti che forniva l’intero pacchetto (mezzi, autisti, call center). Viste le ristrettezze andiamo a sperimentare un servizio gestito “in economia diretta” e cioè fatto inizialmente solo con mezzi e personale proprio del comune e dopo un primo periodo di assestamento vedremo come va la cosa. Mi auguro che in un prossimo futuro (che vorrebbe dire non quest’anno comunque) il servizio possa allargarsi anche ai comuni della associazione tra cui Aquileia, ma si dovranno valutare assieme un insieme di problemi, non ultimo gli aspetti tecnici oltre che i costi necessari al mantenimento del servizio. Questo è quello che posso dirle in questo momento. Un saluto a lei, a suo figlio e alla sua famiglia.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 063 inviata il 15 aprile da Luciano – TARSU –
Domanda: Buongiorno signor sindaco. Sono co-proprietario di un alloggio a Cervignano, ma non vi abito in quanto residente da moltissimi anni in altro comune. I miei parenti che lo abitano sostengono che anch'io devo pagare la TARSU per la mia quota di proprietà (peraltro abitata da loro ma senza contratto di locazione). Io sostengo, anche in base a ricerche internet, che il versamento della TARSU spetta a chi vi è residente, come nel mio caso, versandola nel mio comune. Mi potrebbe cortesemente aiutare a capire? Complimenti per l'operato, che seguo via media. Grazie Luciano Dei Rossi

Risposta: Le confermo che la TARSU deve essere pagata da chi risiede nell’alloggio e non invece da chi ne detiene la proprietà. La cosa peraltro è abbastanza facile da capire in quanto si tratta di un tributo (o di un corrispettivo per quei pochi comuni che sono passati dalla tassa alla tariffa) che deve essere pagato da chi “produce” il rifiuto e cioè il residente e non invece dal proprietario dei muri. Grazie per il messaggio

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 062 inviata il 15 aprile da Marco – via Torino –
Domanda: Buongiorno signor Sindaco, vorrei sapere se c'è la possibilità di intervenire su quella che è la viabilità di via Torino e limitrofe. Sono quasi tutte vie relativamente strette, con i mura di cinta delle abitazioni che limitano la visibilità in prossimità degli stop e tutte a doppio senso di marcia. Non si potrebbe intervenire almeno sulla via Torino, prevedendo il divieto di sosta su un lato, e sulle vie più strette instaurando il senso unico di marcia? Grazie

Risposta: Conosco bene la situazione di via Torino per averci abitato diversi anni; è una via effettivamente stretta così come quelle adiacenti e tuttavia io ritengo che non si siano mai creati problemi particolari se non quelli, talvolta, di doversi fermare ed accostare per far passare una macchina che arriva sul lato opposto. Istituire i sensi unici significa si migliorare la fuidità della circolazione (e forse però anche invitare ad una maggiore velocità che potrebbe essere pericolosa) ma altresì obbligare gli automobilisti a percorsi più lunghi. Per questi motivi io sconsiglierei in questo momento l’istituzione di un senso unico in quanto i benefici sarebbero inferiori ai problemi che si verrebbero a creare. Resto comunque disponibile a rivedere questa mia posizione e a discuterla anche con i residenti.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.
n. 061 inviata il 11 aprile da Elisa – via Capoia –
Domanda: le scrivo per segnalarle che via Capoia è ancora senza luce da oltre un mese. Il problema è già stato segnalato, ma non si è visto ancora nessun intervento. In fondo si tratta solo di sostituire la lampada del lampione centrale. Grazie mille e buon lavoro.

Risposta: Spero che non sia vero che “via capoia è senza luce da oltre un mese” ma che invece sia che una lampada (di un lampione) di via capoia sia da sostituire. Se è così, come io penso e spero che sia, l’elettricista mi ha detto che sta facendo proprio adesso il giro per il cambio lampade e dunque verrà anche in via capoia a brevissimo. Grazie per il messaggio.

Cordiali saluti. Pietro Paviotti.

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